sabato 12 gennaio 2013

Pesca Invernale...Bocca Carnosa E Dente Affilato.

Fortunatamente durante il periodo invernale, dalle mie parti oltre a tutti i problemi presenti all' interno di numerosi corsi d' acqua si riesce a trovare ancora un minuto per divertirsi cercando di pescare qualche pesce.
Decido quindi di avventurarmi tra fango, "molto fango", nebbia, vento e pioggia, in pratica tutto quello che non vorrei per il bene della mia maledetta cervicale.
Inevitabile dire che il gioco comunque ne vale veramente la pena.
L' apatia e la poca attività dei pesci in questo periodo dell' anno mi fanno impazzire, decido quindi di non sfidarli, ma di competere "solo" contro me stesso.
Uscita umidiccia...
L' abbigliamento:
Mutande di lana, 3 paia di calzettoni imbottiti, 2 pigiami, pantaloni, felpa, giacca a  vento, woders, guanti,  occhialini e berretta.
L' attrezzatura:
Ridotta al minimo, canna da spinning, borsa porta esche, telo e macchina fotografica.
Nella mente:
Tanta auto motivazione.
Arrivato in canale cerco di trovare la posizione giusta per iniziare la mia azione di pesca.
Dopo pochi minuti inizio a sentire i primi attacchi fulminei e molto veloci.
Scendo lungo la sponda, il naso mi cola e una brezza di Bora proveniente dal freddo Nord mi fa accapponare la pelle.
Le dita delle mani si ghiacciano e perdo anche la sensibilità di quelle dei piedi, gli stivali sono pesanti e tutti infangati, mal di schiena per l' errata postura e ogni tanto qualche frustata "sbagliata" in canna, chiaro segno della competizione alimentare da parte di qualche Carpa affamata, tutto questo peró mi fa capire che sto per raggiungere il mio obbiettivo.
I pensieri si inebriano e con loro i ripetuti lanci in prossimità della riva opposta.


La testina viene lanciata di fronte a me, nel sottosponda ed ecco che appena entra in acqua, una mangiata secca e violenta viene accusata dal mio polso indolenzito, immediatamente decido di fermare il recupero e con lo sguardo controllo il filo che lentamente parte di lato...
Stop...ancora un secondo e...
Ecco che parte la ferrata.
Si ci siamo! Finalmente il primo pesciolino affamato viene a farmi visita.
Mi ritrovo circondato da Carpette, Lucci Perca, Aironi Bianchi e Nutrie, insomma mi sento proprio a casa.
Fatica, un paio di pesci, l' odore della Natura mi rendono veramente soddisfatto.
Qualche scatto alle catture e poi il meritato rilascio la, dove stavano riposando fermi immobili cercando di sventare becchi affilati e pungenti di uccelli ittiofagi.


Indolenzito e tutto sporco decido quindi di ritornare alla macchina, caricare tutta l' attrezzatura al suo interno, sfilarmi gli stivali ed accendere il riscaldamento, ora il primo pensiero è indirizzato alla doccia "calda" di casa mia.
Cosa penso della pesca invernale?
Anche se preferisco le "ormai scomparse" mezze stagioni, merita veramente di essere vissuta in tutte le sue difficili sfaccettature, ritenendola veramente affascinante, ricca di sorprese e catture davvero inaspettate.
In attesa di ritornare a caccia di emozioni, un saluto...




mercoledì 2 gennaio 2013

"Salviamo Il Bosco Del Sillaro" La Petizione.

Prendo atto proprio in queste ore che uno dei pochi boschi rimasti lungo gli argini del Fiume Sillaro all' altezza di Dozza Imolese, Castel San Pietro Terme e Imola, Emilia Romagna è stato preso di mira dalla Regione la quale vuole l' abbattimento di numerose piante, per la messa in sicurezza in caso di piena da parte del fiume e al ringiovanimento del vecchio bosco.
Credo inoltre che i danni riportati all' intero ecosistema siano senza ombra di dubbio ingenti e molto gravi nei confronti sia di flora che di fauna.
Grazie alla buona volontà  di qualche cittadino della zona è stato creato un nuovo gruppo denominato "Salviamo il Bosco del Sillaro" il quale, in pochi giorni, ha messo a disposizione di tutti i lettori del web  la possibilità di dare il proprio contributo per cercare di fermare la definitiva scomparsa dell' ambiente boschivo del Sillaro, basta semplicemente firmare la petizione che Emozione, Natura e Passione riporterà di seguito.

Clicca qui:

Io sono con voi!
Contro l' ennesima strage annunciata!






giovedì 27 dicembre 2012

La Nuova Patria Del Bracconaggio Ittico...

Riporterò una riflessione sconcertante.
L' ennesima struggente testimonianza la quale dimostra che, non solo il bracconaggio ittico in provincia di Ferrara è divenuto ora più che mai una crudele realtà da affrontare quotidianamente, ma proprio esso, se non contrastato in modo duro e diretto sarà predestinato ad aumentare anno dopo anno, con conseguenze drastiche nei confronti di tutta l' ittiofauna locale.

LA NUOVA PATRIA DEL BRACCONAGGIO ITTICO di Gianluca "Il Basco" Milillo:

Se vi siete chiesti perché Ferrara e Rovigo sono la patria elettiva del bracconaggio ittico del Po, una delle motivazioni la trovate in questa interrogazione parlamentare: l' ultima a tema in ordine cronologico di molte (dal 2004 al 2012).
Il bracconaggio come tutte le attività criminali, si sposta e prolifera li dove trova consensi, appoggio politico e poca vigilanza.
Quali sono i consensi politici?
Concedere a questi soggetti la licenza di professione (Ungheresi, Rumeni, Cinesi e Italiani i più gettonati), trasformando un CRIMINE in un' attività imprenditoriale senza cambiarne la sostanza...

9 LUGLIO 2012 SENATO DELLA REPUBBLICA;

Risposta all' interrogazione n. 4-05615
Fascicolo n.174
Risposta- negli ultimi anni, nel territorio della provincia di Piacenza, si sono verificati numerosi ritrovamenti sulle sponde del fiume Po di scarti organici di pesce, non che svariati furti di attrezzature per la navigazione presso i vari punti d' ormeggio.
Fino al 2008 l' indagini delle forze dell' ordine anno accurato che l' esercizio della pesca lungo il corso del fiume Po-tra il mantovano e il reggiano, con una postazione fissa di riferimento situata presso il porticciolo di Lido Po a Luzzara (Reggio Emilia)-effettuata in modo professionale con mezzi non consentiti dalla normativa vigente nazionale e regionale (come palamiti, corde singole, esche vive e scosse elettriche con batterie).
Il pescato, in prevalenza pesce cosiddetto Siluro, viene custodito vivo per alcuni giorni rilegato a funi mediate l' utilizzo di cappi fatti passare dalla bocca e dalle branchie. Raggruppato un quantitativo di circa 12-15 quintali di pescato, il pesce viene caricato vivo su delle vasche destinate al mercato ittico nazionale ed estero.
Il pescato sembra destinato prevalentemente al mercato Ungherese, così come confermato da pedinamenti e appostamenti compiuti con la collaborazione dei Carabinieri di Aurisina (Trieste). Per quanto riguarda il maltrattamento dei pesci, la sezione di medicina veterinaria della Asl di Reggio Emilia ha confermato che le modalità utilizzate per la conservazione del pesce vivo configurano una forma di maltrattamento di animali.
Nel febbraio 2010 sono state deferite all' autorità giudiziaria tre persone di nazionalità Ungherese per violazioni in materia di maltrattamento di animali (art. 727 e 544 del codice penale) e di frode in commercio (art 515). In seguito alla denuncia il gruppo avrebbe spostato il baricentro della propria attività presumibilmente nel rodigino e nel ferrarese.
La difficoltà principale nell' opera di contrasto a tale fenomeno è determinata dalla riduzione a semplice violazione amministrativa (tra l' altro punita con una blanda sanzione) di comportamenti anche gravi, mentre è dubbia la stessa assoggettabilità a tali sanzioni della pesca del pesce Siluro, classificato come specie infestante non indigena introdotta clandestinamente nel Po più di cinquant' anni fa, e quindi addirittura da sradicare o, comunque, non tutelata. Le sanzioni penali possono essere applicate solo qualora si riesca a dimostrare l' uso improprio delle carni o la commissione di reati di altra natura.
Per quanto riguarda i furti di imbarcazioni, in sede di coordinamento delle forze di polizia, è stato concordato di intensificare l' attività di vigilanza notturna nelle zone interessate da tali atti illeciti, di procedere a controlli e ricognizioni lungo il Po, di coinvolgere le associazioni volontarie delle guardie ecologiche fluviali, di aumentare la sicurezza passiva mediante sistemi di video sorveglianza e di sensibilizzare i controlli da parte della vigilanza privata.
Sebbene l' estensione del territorio, che comprende regioni e provincie diverse, non faciliti il controllo fluviale e l' attività di contrasto al fenomeno si assicura tuttavia che la situazione è attentamente seguita e monitorata dalle forze dell' ordine e dagli organi di polizia deputati e che i controlli lungo il fiume Po proseguiranno con congiunti e mirati servizi di vigilanza, anche con il contributo condiviso del Corpo forestale, e la polizia locale e delle guardie ecologiche e zoofile volontarie.

Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-05615

L' ennesima conferma tristemente veritiera, prova inconfutabile della presenza radicata del fenomeno legato al bracconaggio illegale.
Possibile continuare ancora a negarne l' evidenza...

domenica 16 dicembre 2012

Bracconaggio Ittico Nelle Provincie Di: Ferrara E Ravenna, I Numeri Utili Per Segnalarlo...

È sempre più grave la situazione riguardante la pesca a strappo all' interno dei territori delle province di Ferrara e Ravenna da parte di bracconieri provenienti dall' Est Europa, ma anche di nazionalità Italiana.
Fortunatamente con l' arrivò delle prime ghiacciate ivernali il fenomeno sembrerebbe gradualmente placarsi ma, appena la temperatura delle acque aumenta di qualche grado, variando dallo stato solido a quello liquido il problema ritorna immediatamente a livelli allarmanti.
Ecco perché inserirò all' interno di questo post una breve raccolta di numeri telefoni da utilizzare in caso di avvistamento o emergenza pesca a strappo.

Polizia Provinciale Ferrara:
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Tel. 0532/299977 - 0532/299972

Corpo Forestale Dello Stato Ferrara:
Tel. 0532/248248

Polizia Provinciale Ravenna:
Tel. 0544/258922
e-mail: poliziaprovinciale@mail.provincia.ra.it

Corpo Forestale Dello Stato Ravenna:
Tel. 0544/213897 - 0544/212569

Corpo Forestale Dello Stato Emergenze:
Tel. 1515

Se vuoi fermare il bracconaggio, SEGNALALO!


martedì 4 dicembre 2012

Il Bracconaggio Non Invecchia; Si Ripete Di Anno In Anno...


Chi meglio dei pescatori di frodo possono sapere dove poter  posizionare illegalmente le loro reti, legare i loro cordini, stordire pesce con la corrente elettrica o più semplicemente prendere un piombo pesante ed abbinarlo ad una serie di ami per poter rastrellare il fondale alla ricerca di carne viva?
Loro sanno tutto... 13 Novembre 2011, qualche cosa è cambiato?
Dicembre 2012, mentre i livelli all' interno dei piccoli canali di bonifica della provincia di Ferrara vengono ridotti agli sgoccioli ed il pesce messo alle strette all' interno delle poche buche rimaste, iniziano ad apparire i furgoni con targhe straniere.
Ogni anno sempre le solite scene, seguite dall' inevitabile conferma che il fenomeno del bracconaggio ittico è in costante crescita.
Invisibili?
Si, sotto gli occhi di molti, ma non per chi conosce bene il fenomeno.
Sanzionabili o punibili?
Certo, se chi segnala riesce a trovare il giusto contatto ed ha abbastanza esperienza in materia per capire che le telefonate di segnalazione non devono essere effettuate di domenica e se vi è un' ulteriore sforzo da parte del singolo cittadino per cercare di fare da tramite con le "POCHE" FORZE DELL' ORDINE attive sul territorio in questione.
Pericolosi?
La loro pericolosità è proporzionabile alla letalità delle loro metodologie di pesca, quindi molto alta.
Attivi?
In queste zone specialmente con l' arrivo dei primi freddi.
Lo scenario dunque continua a ripetersi di anno in anno e il fenomeno per ora non si può emarginare.
Gli organi competenti sono al corrente della situazione, ma la crisi economica ed i numerosi tagli al personale preposto alla vigilanza aggrava maggiormente la situazione.
Una delle cose primarie da fare in questi casi è segnalare l' accaduto direttamente alla Polizia Provinciale o al Corpo Forestale dello Stato.
Non ho scoperto di certo l' acqua calda ma, facendo finta di nulla non si risolve assolutamente il problema.
Intanto ricordati che, mentre tu stai leggendo queste quattro parole, in valle, canale o lago che sia, c' è chi sta uccidendo illegalmente in nome di una commercializzazione avvelenata.
Non basteranno di certo le mie parole per arginare questa metastasi, responsabile della morte dei nostri corsi d' acqua, ma almeno cercherò di non nascondere tutto nel dimenticatoio, quest' ultimo è già saturo di argomenti che puzzano di muffa.

13 NOVEMBRE 2011 E 3 DICEMBRE 2012, INTANTO QUA NON CAMBIA NULLA!





martedì 27 novembre 2012

Fiume Ema, Con I Cingoli Al Centro Del Fiume...

Emozioni, Natura e Passione non è solo una raccolta di stati d' animo miei personali e lo spiegano esattamente i contenuti presenti all' interno di questo piccolo diario virtuale.
Oggi decido di dedicarmi ad un' argomento che dista chilometri di distanza da me e che non riguarda la mia regione.
Ed ecco allora che ci spostiamo in Toscana e scrivo "due righe" che riguardano in prima persona "ciò che rimane", dell' ittiofauna del Fiume Ema.
Queste sono alcune immagini che testimoniano quanto sta accadendo...



































Ponte a Ema (FI), non è la prima volta che uno e più escavatori vengono utilizzati per la pulizia delle sponde del piccolo fiume toscano.
Le operazioni di pulizia però sono svolte lasciando la pala meccanica proprio all' interno del corso del fiume, per pulire sia il sotto sponda, ma anche il centro dell' alveo dove, al suo interno ci vivevano indisturbati  Cavedani, Carpe, Barbi ed altre specie di pesci.
Queste immagini parlano da sole.
Distrutto anche l' intero habitat naturale che ospitava molte varietà di uccelli e piccoli invertebrati.
Sempre dal Web, emergono ulteriori e sconcertanti notizie che spiegano che questo fiume è soggetto puntualmente a numerose forme di degrado dovuto agli scarichi abusivi dispersi da numerose industrie locali. Ne parlano:


Ordinaria amministrazione?
Pulizia e manutenzione del fiume?
Oppure siamo di fronte all' ennesimo atto di deturpamento ai danni della Natura?
Le conclusioni si traggono in breve tempo ed io mi sto semplicemente chiedendo se esiste ancora un briciolo di rispetto e coerenza al mondo, nei confronti dell' ambiente e delle specie animali.
Tolto via l' uomo; tolto via il problema?
Lascio a voi le conclusioni...



sabato 24 novembre 2012

Tramontano Le Giornate Ma La Passione Rimane...

Il solito Sam, solitario e con tanta voglia di vivere immerso nella Natura, carico, solo canna da spinning, artificiali e macchina fotografica.
La temperatura inizia a diminuire, la guazza penetra dentro nelle ossa, i lanci si susseguono ed i pesci tanto per cambiare continuo a s******i.
Lo sguardo fisso lungo la sponda, il neurone intanto, continua a scorre ripetutamente trasmettendo le vibrazioni del polso direttamente al cervello...
Il tempo passa veloce.
Sono le 17.00 e quasi è buio.
Solo io, qualche Ghiandaia ed il migrare dei Gabbiani che con il loro battere d' ali preannunciano l' arrivo dell' ennesima perturbazione.
Tre pesci sbagliati ma non importa, ce ne sarà ancora del tempo per rifarsi...
Un forte crampo tra collo e spalle decide di porre fine al breve pomeriggio in solitaria che mi ha tenuto compagnia.
Recupero l' ultimo metro di bava rimasta in acqua, con le dita ripongo l' ancorina del mio artificiale al passante del lancino, metto in tensione il filo e stop!
Dolorante risalgo l' argine, sollevo gli occhiali e guardando l'orizzonte lascio il sopravvento alle emozioni, incantato da uno splendido tramonto e dai riflessi che solo lui era in grado di potermi regalare in quel preciso istante.
Anche questa per me è vita, anche questo per me è il giusto significato da attribuire alla pesca, " non intesa come cattura ", ma come punto d' unione per le mie sensazioni e per i miei pensieri, solo quelli più belli...